FONTI ALLE FATE - LA RISCOPERTA - 14.08.2010 - UNA BAMBINA, UNA DONNA E UN GATTO.

Fonti Alle Fate - LA Riscoperta - 14.8.2010 Slideshow: Rita’s trip to San Miniato, Tuscany, Italy was created by TripAdvisor. See another San Miniato slideshow. Take your travel photos and make a slideshow for free.

RITA: DI TUTTO UN PO'

Rita Costagli Alias Ritrilly Slideshow: Ritrilly’s trip from San Miniato, Tuscany, Italy to 9 cities Paris, Livorno, Pistoia, Tirrenia, Cecina, Empoli, Marina di Pisa, Rosignano Marittimo and Cascina was created by TripAdvisor. See another Italy slideshow. Create your own stunning free slideshow from your travel photos.

SAN MINIATO - ARTE E SAGRA DEL TARTUFO - 21.11.2010

San Miniato - Arte E Sagra Del Tartufo - Nov'2010 Slideshow: Rita’s trip to San Miniato, Tuscany, Italy was created by TripAdvisor. See another San Miniato slideshow. Create your own stunning free slideshow from your travel photos.

PASSEGGIANDO PER MONTOPOLI IN VAL D'ARNO - 24.11.2010

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lunedì 6 dicembre 2010

DALLA MORTE ALLA VITA - UN GRUPPO DI ARTISTI CONTEMPORANEI ITALIANI INTERPRETA LA RISURREZIONE DI LAZZARO - 21.11.2010

 II Parte 
della Visita alla Cappella di Sant'Urbano 
e alla Mostra "dalla Morte alla Vita"
- domenica 21 Novembre 2010, 
io e le bambine.


Per colonna sonora ho voluto mettere la canzone di Andrea Bocelli: 
Ama, Credi e Vai!
Si ri-confà con il Vangelo di San Giovanni sulla "Risurrezione di Lazzaro", perché solo la Fede, la Speranza e la Carità possono essere la chiave per interpretare questo Miracolo.
*** *** ***
All'interno della LA CAPPELLA DI SANT'URBANO NELLA VIA ANGELICA, illustrata nel precedente post e sulla quale ci sarebbe tanto altro da dire e da fotografare, 
vi è stata allocata:
la MOSTRA DI 30 ARTISTI CONTEMPORANEI 
sulla RISURREZIONE DI LAZZARO.


Qui di seguito riporto la NOTA INTRODUTTIVA al Catalogo della Mostra  (curato da Fabrizio Mandorlini) scritta da: 
DON LIDO FRESCHI, 
parroco della Chiesa dei S.S. Filippo e Giacomo al Pino di PONTE A ELSA, che nel 1982 fu l'artefice di questa iniziativa artistica.
Don Lido scrive:
"INIZIO' TUTTO NEL 1982"
PAOLO VI nella lettera agli artisti scriveva: 
"L'artista moderno è soggettivo, cerca più in se stesso che fuori di sé i motivi dell'opera sua, ma proprio per questo è spesso eminentemente umano. E' altamente apprezzabile... Oggi come ieri. La chiesa ha bisogno di voi e si volge verso di voi".
Come si è giunti ad avere una collezione di grandi opere a carattere religioso su un unico tema?
Iniziò tutto nel 1982, ed ero da poco arrivato parroco nella piccola parrocchia dei SS. Filippo e Giacomo a Pino. 
Eravamo nei primi giorni dell'anno quando il Consiglio Pastorale Parrocchiale mi chiese di riorganizzare la festa tradizionale di San Lazzaro che per decenni era stata accantonata, pur essendone viva la memoria.
Nacque un palio, il palio di San Lazzaro.
Pensammo di coniugare la festa religiosa e popolare con qualcosa che restasse nel tempo
e caratterizzasse questo percorso.
Il simbolico riconoscimento ai vincitori delle competizioni dei rioni paesani poteva essere una pittura su San Lazzaro.
A questa iniziativa risposero positivamente i pittori sanminiatesi: 
Giolli, Giannoni, Tropei, Lotti, Mori 
ed i pittori dell'area pisana: 
Calloni, Ghezzani, Fornaini, 
successivamente, i diversi professori dell'Accademia delle Belle Arti di Brera:
Fiume, Brindisi.
Nel 1994 mi recai a Milano ed ebbi il primo incontro col maestro
Ernesto Treccani:
un dialogo molto aperto che fu il fondamento di una grande amicizia.
Colui che aveva dato vita a "Fondazione Corrente" oltre a dare la sua adesione alla realizzazione dell'opera, ne parlò positivamente con tanti suoi amici, aprendo un percorso che ha portato a coinvolgere:
Tadini, Terruso, Longaretti, Cottini.
Negli anni successivi, l'incontro col nuovo direttore dell'Accademia di Brera:
Natale Addamiano,
con cui è scaturita un'altrettanta bella amicizia, ha portato il maestro a realizzare un frontale nella piccola cappella, antico lebbrosario, una resurrezione di Lazzaro e nella chiesa parrocchiale di Pino, una Via Crucis.
Con lui è iniziato un nuovo ciclo di maestri pittori, tutt'ora in atto.
Fatti curiosi e incontri con questi personaggi del mondo dell'arte? 
Tanti e belli, ricordi per me indelebili, come quando chiesi se si sentiva di realizzare un'opera sulla resurrezione di Lazzaro. 
Il maestro rispose: <<Ma lo sa che io sono un "mangiapreti"? E lei viene a chiedermi di realizzare un'opera sacra?">> 
<<Leggiamo insieme la pagina del Vangelo e poi mi dirà.>> - Replicai.
<<E' una pagina molto umana e piena di dolore, la realizzerò.>> - Acconsentì.
Da allora fino alla sua morte, abbiamo tenuto ottimi rapporti. 
Quando incontrai il russo Plescan, dopo ore di attesa, avevo perso ormai la speranza di incontrarlo. Quella sera il maestro era introvabile per tutti.
Mentre aspettavo vidi arrivare un uomo molto semplice, stanco, come un operaio che tornava da una dura giornata di lavoro. 
<< Scusi se la ricevo così, - mi dice - ero a pitturare a Leoncavallo>>. 
Infatti il Leoncavallo non è stato del tutto abbattuto perchè è stato pitturato, tra gli altri anche da Plescan. 
A tutti gli artisti che hanno acconsentito di realizzare l'opera ho consegnato la pagina evangelica da rappresentare. A tutti la stessa: "La Resurrezione di Lazzaro" tratta dal Vangelo di Giovanni.
Su quelle parole nasce una collezione che la piccola chiesa parrocchiale di Pino accoglie da trent'anni e che si cresce ogni anno di una nuova opera. 
don Lido Freschi
Parroco di Pino - Ponte a Elsa 
***** # ***** # *****    
Qui di seguito allego la pagina del Vangelo che Don Lido, consegnò, e continua a consegnare ogni anno, agli artisti che intesero, ed intendono, rappresentare il tema della Mostra:       
Vincent Van Gogh, La Resurrezione di Lazzaro, (1890), olio su carta, 65 x 50, Amsterdam  Rijksmuseum
da: http://www.copia-di-arte.com/a/vincent-van-gogh-1/resurrezione-lazzaro.html

Dal Vangelo secondo Giovanni 
11,3 - 7.17.20-27.33b-45 
In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: “Signore, ecco, colui che tu ami è malato”. All’udire questo, Gesù disse: “Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato”. Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per  due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: “Andiamo di nuovo in Giudea!”.
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, Dio te la concederà”. Gesù le disse: “Tuo fratello risorgerà”. Gli rispose Marta: “So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno”. Gesù le disse: Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me non morirà in eterno. Credi questo?”. Gli rispose: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo”.
Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: “Dove lo avete posto?”. Gli dissero: “Signore, vieni a vedere!”. "Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: “Guarda come lo amava!”. Ma alcuni di loro dissero: “Lui, che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che costui non morisse?”.
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: “Togliete la pietra!”. Gli rispose Marta, la sorella del morto: “Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni”. Le disse Gesù: “Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?”. Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: “Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato”. Detto questo, gridò a gran voce: “Lazzaro, vieni fuori!”. Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: “Liberatelo e lasciatelo andare”. Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.




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Inserisco alcuni articoli usciti su "La Domenica", il giornale della Diocesi di San Miniato:
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Inaugurata a San Miniato la Mostra d’Arte Contemporanea:
«Dalla morte alla vita»
Sabato 6 Novembre nella Via Angelica, nella chiesa di S. Urbano, nella cripta della preghiera dei frati e nella sottostante cappella di S. Pietro si è inaugurata la mostra d’arte sacra contemporanea con opere conservate nella chiesa dei SS. Filippo e Giacomo a Ponte a Elsa (e di proprietà della stessa).
Trenta pittori, da Salvatore Fiume a Ernesto Treccani, da Remo Brindisi a Natale Addamiano, da Sabina Capraro a Luciana Manelli, ai sanminiatesi Dilvo Lotti, Franco Giannoni, Sauro Mori, Giorgio Giolli e Pietro Tropei, si sono confrontati con il tema di fondo delle questioni esistenziali dell’uomo di ogni tempo ( da qui il titolo della mostra «dalla morte alla vita») e hanno interpretato la pagina evangelica della risurrezione di Lazzaro. Hanno dato vita così a un unicum tematico a livello internazionale che non ha precedenti nell’arte contemporanea, nella cui costruzione ha avuto un ruolo determinante l’Accademia di Belle Arti di Brera.
Hanno presenziato ed inaugurato la mostra il vescovo di San Miniato mons. Fausto Tardelli, il sindaco Vittorio Gabbanini, il vicesindaco Chiara Rossi, l’assessore provinciale alla Cultura Silvia Pagnin, il parroco di Ponte a Elsa don Lido Freschi, il pittore Sauro Mori e la critica d’arte Patrizia Vezzosi. Sauro Mori, uno dei pittori che eseguirono un dipinto del Lazzaro, relazionando sulle opere esposte, ha sottolineato l’importanza di partire dalla pagina dell’Evangelista e da quella, comune a tutti, poter avviare la propria figurazione di dare un volto al Cristo e di raffigurare l’effetto della Parola sulla natura viva o morta. Ha sottolineato l’importanza della simbologia e della luce universalmente intesa e ha evidenziato la valenza didattica della collezione, adatta ad essere analizzata in modo particolare da studenti e scuole d’arte. Ha fatto inoltre notare come la presenza di autori noti e altri pressoché sconosciuti arricchiscono la collezione di voci diverse, ma tutte in sintonia col testo di partenza. Patrizia Vezzosi ha fatto porre l’attenzione sull’originalità di alcune opere realizzate da presenze femminili (Scali, Borruso, Capraro, Manelli) che hanno ben rappresentato la vicenda di Lazzaro e ha rilevato come tutte le opere abbiano una notevole capacità di comunicazione, cosa abbastanza rara ma fondamentale per un’agevole e facile fruizione. Don Lido ha ricordato gli avvenimenti del lontano 1982, quando intenzionato a rivitalizzare la festa di San Lazzaro con giochi e gare popolari, si rivolse al pittore Giolli perché gli dipingesse il «cencio» secondo le usanze dei palii del circondario. Giolli si rese subito conto della poca importanza che il «cencio» avrebbe acquisito e suggerì di eseguire un dipinto ispirato alla Resurrezione di Lazzaro. La proposta piacque e iniziarono i dipinti su tale soggetto che andarono ad arricchire le pareti della chiesa parrocchiale. Prima furono presi in considerazione artisti locali, poi la provvidenza volle il fortunato incontro col maestro Ernesto Treccani e poi con Salvatore Fiume, Remo Brindisi, Natale Addamiano (l’attuale direttore Palio San Lazzaro) le quattro grosse personalità che aprirono alla pittura milanese e a Brera. Ponte a Elsa, senza averlo immaginato, stava diventando sede di una raccolta a tema, unico nel suo genere e di importanza unica.

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Arte, fede e vita
di don Lido Freschi
Ogni anno, in occasione della benedizione delle famiglie, poterle incontrare e dialogare con esse è un dono del Signore e una grande gioia per me. È il sentirsi parrocchia, famiglia, che ci spinge a migliorare e a sentirsi uniti. La parrocchia è chiamata ad esprimere il profilo di una Chiesa viva, non intimorita dalle difficoltà, non mortificata dalle battute d’arresto, non frustrata dall’esiguità numerica di certi risultati, ripiegata su lamentazioni inutili. La tentazione di disagio non sorprende, al contrario.
Siamo di fronte ad una situazione inedita, per la quale nessuno è in grado di offrire ricette di immediata e facile soluzione. Tuttavia, il passo dei credenti verso il terzo millennio non risente affatto della stanchezza che il peso di duemila anni di storia potrebbe recare con sé. I cristiani si sentono piuttosto rinfrancati a motivo della consapevolezza di recare al mondo la luce vera, Cristo Signore.
Infatti la sua resurrezione ci ha dato certezza, la presenza fra noi e l’aiuto di Cristo nostra Pasqua. Ogni anno nelle famiglie porto la riproduzione (con le preghiere) del dipinto di San Lazzaro. Un messaggio di resurrezione figurato che sollecitando cultura e sensibilità diverse, sa sempre suscitare, risvegliare atavici e cari ricordi legati alla propria cultura e fede. Ogni artista riesce sempre a dare emozioni e sentimenti sempre nuovi e sinceri.
In questo percorso artistico e spirituale ho incontrato il grande maestro Ernesto Treccani che di anno in anno, con la collaborazione del professor Natale Addamiano, mi ha fatto incontrare i più grandi artisti contemporanei. Oggi, vedere realizzata una mostra d’arte sacra, nello stupendo proscenio della via Angelica a San Miniato, così apprezzata e visitata, mi dà grande gioia.
Desidero ringraziare il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, il vicesindaco Chiara Rossi, e l’Amministrazione Comunale per aver attuato con competenza e sapienza questa mostra, in particolar modo nell’ambito della «Quarantesima Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato». Migliaia e migliaia di visitatori potranno visitarla, ammirarla. Un ringraziamento di cuore e di riconoscenza a mons. Fausto Tardelli, nostro Vescovo, che ci ha sempre sostenuti con la preghiera e la sua paterna premura in questo itinerario spirituale ed artistico dei pittori dell’opera di San Lazzaro Mons. Fausto ha curato inoltre la prefazione del volume sui trenta artisti che hanno realizzato nel corso degli anni l’opera pittorica sulla trasfigurazione di Lazzaro «Dalla morta alla vita», edizioni Fm (vedi a lato). Un pregevole volume con note e relazioni artistiche, biografie e riproduzioni fotografiche di questi grandi pittori contemporanei.
Sabato 6 novembre, mons. Vescovo ha presenziato all’inaugurazione della Mostra d’Arte Sacra nella Via Angelica e impartito la benedizione del Signore ai visitatori.
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La prefazione alla Mostra 
del vicesindaco Chiara Rossi:

San Miniato è città d'arte, di storia e di cultura. È così da secoli e lo testimoniano le tante bellezze del sistema museale cittadino, gli affreschi e le opere che le chiese raccolgono e custodiscono, i palazzi medievali, le piazze, i monumenti. Veri e proprio scrigni dove l’ingegno dell’uomo ha lasciato segni indelebili di periodi storici ed epoche che si sono succedute fino a noi. La valorizzazione di tutto quanto di bello il territorio comunale propone è una delle priorità per l’amministrazione comunale di San Miniato attraverso il mantenimento di una prerogativa culturale nazionale e al tempo stesso strada da seguire per gli anni a venire.
Tra i segni artistici di questo nostro tempo, che lasceremo alle generazioni future, ci saranno sicuramente le opere che hanno come tema «Dalla morte alla vita, la Resurrezione di Lazzaro», un vero e proprio unicum nell’arte contemporanea nazionale costruitosi in un percorso trentennale nella comunità di Pino di Ponte a Elsa.
Segno e testimonianza della vivacità culturale di San Miniato e dei tanti enti, associazioni ed istituzioni.
Chiara Rossi, Vice Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di San Miniato
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LE OPERE E GLI ARTISTI: 
FOTOGRAFIE DI RITA COSTAGLI
GIORGIO GIOLLI
1982

Fotografia di Rita Costagli
Giorgio Giolli, 1982, La Risurrezione di Lazzaro
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FRANCO GIANNONI
1983

Fotografia di Rita Costagli
Franco Giannoni, 1983, La resurrezione di Lazzaro.

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TROPEI (PIETRO MARCHESI)
1984

Fotografia di Rita Costagli
Tropei (Pietro Marchesi), 1984
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GIOACCHINO CALLONI 
- 1985 -

Fotografia di Rita Costagli
Gioacchino Calloni - 1985 -
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STEFANO GHEZZANI
1986

Fotografia di Rita Costagli
Stefano Ghezzani - 1986
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BRUNA SCALI
- 1987 -
Fotografia di Rita Costagli
Bruna Scali - 1987 -
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SAURO MORI
- 1988 -
Fotografia di Rita Costagli
Sauro Mori - 1988
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ENRICO FORNAINI
- 1989 -
Fotografia di Rita Costagli
Enrico Fornaini - 1989 -

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PAOLO CAPONI
- 1990 -
Fotografia di Rita Costagli
Paolo Caponi - 1990 -
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DILVO LOTTI 
- 1991 -
Fotografia di Rita Costagli
Dilvo Lotti - 1991 -
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SALVATORE FIUME 
- 1992 -
Fotografia di Rita Costagli
Salvatore Fiume - 1992 -
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REMO BRINDISI
- 1993 -
Fotografia di Rita Costagli
Remo Brindisi - 1993 -
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ERNESTO TRECCANI 
- 1994 -
Fotografia di Rita Costagli
Ernesto Treccani - 1994 -
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EMILIO TADINI 
- 1995 -
Fotografia di Rita Costagli
Emilio Tadini - 1995
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TRENTO LONGARETTI 
- 1996 -
Fotografia di Rita Costagli
Trento Longaretti - 1996 -
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SAVERIO TERRUSO
 - 1997 -
Fotografia di Rita Costagli
Saverio Terruso - 1997 -
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LUCIANO COTTINI 
- 1998 -
Fotografia di Rita Costagli
Luciano Cottini - 1998 -
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NATALE ADDAMIANO 
- 1999 - 

Fotografia di Rita Costagli
Natale Addamiano -1999 - 
*****
Le opere dal 2000 al 2010 erano esposte nell'oratorio di San Pietro Martire, ma  purtroppo ne sono venuta a conoscenza solo l'8 dicembre 2010 conferendo con Don Lido Freschi alla sua chiesa dei S.S. Filippo e Giacomo al Pino.
DIMITRI PLESCAN 
- 2000 -
*****
ERNESTO TRECCANI 
- 2000 -
dipinto realizzato in occasione del Giubileo 
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AURELIA BORRUSO 
- 2001 -
*****
GLAUCO BARUZZI 
- 2002 -
*****
PAOLO BARATELLA 
- 2003 -
*****
BRUNO GANDOLA 
- 2004 -
*****
LUCA VERNIZZI 
- 2005 -
*****
VINCENZO SORRENTINO 
- 2006 -
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NATALE ADDAMIANO 
- 2007 -
*****
STEFANO PIZZI 
- 2008 -
*****
SABINA CAPRARO COLANTUONI 
- 2009 -
*****
LUCIANA MANELLI 
- 2010 -
*****

Vorrei concludere con:
LA PREFAZIONE del nostro amato Vescovo: 
mons. Fausto Tardelli
al VOLUME SULLA MOSTRA:





Quasi per caso, verrebbe da dire, si è realizzata nella chiesetta del Pino a Ponte a Elsa una collezione di quadri d’autore del nostro tempo davvero importante. Ma non è così. Non è stato cioè per caso in realtà, bensì per la passione e l'intuizione di un prete, don Lido Freschi, e per l’amore di una intera comunità, per la voglia di onorare il santo patrono, cercando di testimoniare la fede con il linguaggio della pittura contemporanea.
Così è nata una galleria davvero unica: primo per i nomi importanti che ormai raccoglie. Passo dopo passo sono ormai quasi trent’anni che un artista dietro l’altro firma i quadri del Pino a formare una raccolta straordinaria e di grande valore; secondo, per il soggetto che è sempre il medesimo: San Lazzaro risuscitato dalla morte. Così che da angolature diverse, con colori e tratti originali, i sentimenti e le emozioni di fronte al miracolo si esprimono in modo sempre nuovo e inusitato, mostrando la perenne attualità del messaggio di speranza del Vangelo.
Terzo infine: la spiritualità del tema: un tema religioso che ha per così dire «costretto» gli artisti a cimentarsi con il mistero, con ciò che trascende e va oltre, in modo tale da lasciarci testimonianza di quella ricerca a volte inconsapevole del Volto di Dio che segna nell’inquietudine la vicenda dell’uomo contemporaneo.
Sono contento che la collezione della parrocchia del Pino possa cominciare ad essere conosciuta e ammirata nel suo insieme. Si tratta di un patrimonio prezioso di fede, di arte e di cultura che arricchisce il nostro territorio e ci parla di quel fecondo incontro tra ispirazione cristiana e genio degli artisti che da secoli caratterizza le nostre radici.
+Fausto Tardelli, Vescovo di San Miniato


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segue....

mercoledì 10 novembre 2010

ASPETTANDO CHE SPIOVA... Riflessione Fotografica. sottotitolo: "Giovannino Sindaco" ??? : tra atto vandalico e/o contestazione politica scegliamo un richiamo alla CIVILTA'.

ASPETTANDO CHE SPIOVA...

Mi dirigo verso San Miniato.
Contravvenendo ai divieti, parcheggio in piazza del Duomo.
Ormai, sento che quei 3 mq di sterrato, mi appartengono, per quante volte mi sono recata a Messa ed a pregare nella Cattedrale, ma che ogni volta mi riserva qualche lieta novità:
-   storica (vedi le mie indagini, tuttora in corso, sul Cardinale Andrea Ghini de' Malpighi) o
-  spirituale (come quando ho conosciuto Don Luciano Marrucci o Giovanna Giolli, o cento altri episodi dalla valenza interiore e personale).
Pioviggina ed io non ho voglia di prendere l'ombrello, ho troppi fogli e borse in mano.
Mentre mi appresto a scendere la Scala del Duomo, che unisce le due più belle, artistiche e storiche piazze di San Miniato: Piazza del Seminario (Piazza della Repubblica) e la Piazza del Duomo ( o del Castello), alzo gli occhi su questo arco che sovrasta una porta laterale alla facciata della Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Genesio.
Qui occorrerebbe convocare il mio e nostro amico SMARTARC, che probabilmente avrà già fatto studi in merito.
Queste pietre hanno tonalità di colore, caratteristiche chimiche, dimensioni e tagli diversi l'una dall'altra.
Ho pensato alla PIEVE DI BARBINAIA, che il gruppo di AMICI DI SMARTARC (tra cui anche io e la piccola Matilde), ha ricercato in una delle spedizioni, di qualche sabato fa, e credo di poter affermare che qualcuna di queste PIETRE, visibili in questo ARCO, possano provenire proprio da quella PIEVE, ormai distrutta e smarrita, la cui distruzione, ha costituito materiale da costruzione per varie chiese della nostra diocesi, tra cui San Germano a Moriolo, come afferma Don Luciano Marrucci, ecc.

Notasi come la borraccina si propaghi in certi punti e a certe altezze specifiche.

Questo muschio, dovuto alla grande umidità di questi continui episodi a carattere temporalesco, che contraddistinguono l'inizio di questo terzo millennio - clima, che ormai, somiglia sempre di più alla zona equatoriale terrestre e che favorisce la crescita della vegetazione - fa, appunto, da cornice e imprime nuovo e diverso colore alle antiche pietre.

(Spunto di riflessione
Ricordo, che pochi anni fa in televisione, gli scienziati e gli ambientalisti, si lamentavano che il polmone della Terra, l'Amazonia, stava andando distrutto, a causa dei continui e vandalici tagli di alberi da legna,  da parte di incontrollate multinazionali, abbattimenti che risultavano sproporzionati rispetto alla ricrescita naturale delle piante, con conseguente innalzamento delle temperature terrestri e aumento dell'inquinamento.
Non sarà, quindi, che questa pioggia incessante, possa permettere tale riequilibrio? 
Io credo che il sistema Terra si stia autoproteggendo dal Virus letale ---> Uomo.)
Aperta e chiusa parentesi.
Il portone verde fa pan-dan con il muschio o viceversa.
Mi emoziona gettare lo sguardo in alto verso questo scorcio angolato della facciata della Cattedrale. 

Questo modo di costruzione non precisa, ma al tempo stesso, perfetta combinazione di elementi di varia tipologia e natura, è, a parer mio, sinonimo della Chiesa stessa e di coloro che ne fanno parte, ossia una moltitudine di persone di varia provenienza, razza e cultura, ma che insieme, formano appunto la Chiesa: in un solo corpo, un solo spirito, una sola fede che ci accomuna tutti noi cristiani cattolici, in Cristo Signore Gesù. 
(vedi canto dal sito: http://www.cybermidi.net/:
Un sol Corpo, un sol Spirito
di S. Martinez
Sol   Do/sol   Fa/sol   Do/sol_Fa/sol_Do/sol  (2v)

Re4/7  Sol                La-7 Sol
Un sol corpo, un sol Spirito, 
  Do Re4/7Sol
un solo Signore,
Do Re Si-7 Mi-  La7          Re7
una sola fede ci accomunerà. ... )

Scendendo la Scala del Duomo sulla destra si trova una porta con delle scritte latine.
Interessanti, mi risultano, i fregi scolpiti sulla pietra della testata e sulla scritta CAPLO, osservo il simbolo dell'omega: alfa e omega, principio e fine.
Ma non mi dilungo su queste scritte, salvo approfondire in un secondo tempo.
Originale è il "design" di questo portone color amaranto, butterato in maniera caotica, sede dello studio medico odontoiatrico del DOTT. M. PETTINA'. (Non so se è ancora in attività!)

Più in alto e più spostata verso la piazza del Seminario, si trova un'altra epigrafe, in latino, su Filippo Bondelmonte Sanminiatese, di cui la data sta scomparendo e che è stata QUESITO DI UN QUIZ SANMINIATESE in SMARTARC su FACEBOOK.

Alzo gli occhi sopra la Porta Butterata e sopra la lapide, osservo il terrazzino della residenza vescovile, che mi ispira quello di Giulietta e Romeo ed al posto di quel cavo nero ciondoloni immagino la treccia mora dell'amante veronese, gettata al suo amato, per farlo salire nel loro nido d'amore.
Amo fotografare i riflessi degli edifici storici nelle pozze dell'acqua piovana.
In genere camminando, guardo avanti, scruto spesso solo ciò che rimane nell'ambito dell'altezza del  mio viso o del mio busto e solo se motivata mi spingo oltre, ma la macchina fotografica e la pioggia mi danno questa possibilità.
Penso che questa cosa capiti un po' a tutti. Quando piove, camminando, stiamo attenti a non bagnarci le scarpe, ma non notiamo cosa è riflesso in quello specchietto d'acqua, se il cielo o un'opera d'arte.
Io adoro i giochi ottici naturali, gli specchi inediti e passeggeri, come ogni attimo della nostra vita.
Ultimamente, non correggo più le mie foto, le accetto così come sono: storte, imprecise, sotto o sovraesposte, vivo l'attimo e l'emozione del momento in cui le ho scattate.
Il solco e l'erbetta, le pietre scavate e consumate dal tempo, l'asciutto ed il bagnato, sono la cornice di questa immagine riflessa e contraria della Cattedrale e del palazzo Vescovile, sul quale si affaccia, angolarmente disposto, un lampione.
Quando piove, i colori degli intonaci sono più marcati, ravvivati dall'umidità che impregnano. Così si può notare la differenza tra le tonalità di rosa di questa e l'altra facciata, il rosso dei mattoni della Cattedrale, su un cielo plumbeo e quasi ignoto.
Mi emoziona questa facciata, affrescata dal pittore fucecchiese Francesco di Pietro Chimenti, con le sue figure allegoriche dentro i medaglioni e le iscrizioni in latino dei Padri della Chiesa, base e ispirazione delle vocazioni sacerdotali e non, su cui Don Luciano Marrucci, ha più volte pubblicato, tra cui l'ultima: una  traduzione delle stesse in 4 lingue (Italiano, francese, inglese e tedesco) che consiglio a tutti di leggere e visionare. In alternativa al plico (ma naturalmente non è la stessa cosa!) si possono leggere sul sito:
o scaricare in formato zip, però con la sola traduzione in italiano:
Sono già pronti anche gli stand per la Sagra annuale del Tartufo Bianco nostrano.
Questa umidità ha certo i suoi lati negativi: si delineano danni ingenti alle facciate in questo punto, dove probabilmente ci sono state e continuano ad esserci perdite dalle tubazioni di scolo e /o infiltrazioni, provenienti, probabilmente, dal giardino pensile del Vescovo, meravigliosa oasi che si affaccia sul Seminario e preclusa alla vista di molti.
Mi sono sempre chiesta, mentalmente, ma senza esprimerlo, cosa possano rappresentare quei pioli bianchi e rossastri, inseriti dal pittore Chimenti in quella fascia che separa il piano terreno e gli archi dai due piani superiori finestrati e che si evidenziano nell'intramezzo inferiore tra una finestra e l'altra del primo piano. E' solo un abbellimento artistico o rappresenta qualcos'altro? (Sono gradite risposte in merito!)

Mi dirigo verso il Palazzo Comunale, dove devo recarmi all'ufficio protocollo, venendo a conoscenza dell'assenza di quasi tutto il personale, per Assemblea Sindacale tenutasi presso l'atrio della Residenza per Anziani del Campana Guazzesi, per cui non posso ritirare dei certificati all'ufficio anagrafe, ne conferire con l'Ufficio del personale.
Ancora specchi d'acqua, di fronte al Palazzo Pretorio o Comunale, riflettono immagini di edifici sacri e cari ai miei ricordi passati: ossia la Chiesa del Santissimo Crocifisso di Castelvecchio, dove il 29 dicembre 1991, mi sposai.
La piccola Croce sulla facciata del S. S. Crocifisso si staglia anche sul grigio di questa pozzanghera.... ed è tutto dire: anche nel buio o nell'opacità di una giornata bigia, una luce riflette per tutti.
Alla destra del Santissimo Crocifisso, la rocca imbronciata e cupa, sventola la bandiera italiana in ricordo della Festa del 4 novembre, data in cui si concluse la Prima Guerra Mondiale e Festa delle Forze armate Italiane. 
Un po' di sano patriottismo non guasta, ma la data del 4 Novembre mi è ancora più cara, perché si festeggia San Carlo Borromeo, ed è quindi l'onomastico di mio padre Carlo Alberto, che veglia su di noi dal cielo e ci protegge.
Anche le pietre, a retta del bellissimo santuario del Crocifisso (venerato come Miracoloso) e della scalinata, sono annerite dall'umidità, ma il Cristo Risorto, sbanca il Jackpot con il suo candido carnato e la sua mano destra alzata, a rammentarci che Lui c'è sempre.
E avvicinandomi, alla statua del Risorto, ecco, ai miei occhi appare una scritta nera, che niente ha a che fare con l'architettura e la scultura, con l'arte e la storia, ma con il menefreghismo vandalico della nostra cultura moderna.
"Giovannino Sindaco"... ???
Io, che resto sbigottita,  rispondo con le parole dell'epigrafe:
CHRISTUS 
RESURGENS EX MORTUIS
JAM NON MORITUR
EPILOGO:
Potrebbe essere stata una ragazzata, ma questo non basta a giustificarsi.
Per fare propaganda politica, ci sono altri mezzi e metodi (se questo è stato l'intento di chi ha scritto quelle parole sulla lapide).
Basterebbe che l'autore della scritta, prendesse lo stesso pennarello indelebile e lo usasse per scriversi sulla propria fronte quelle stesse parole, così che chiunque lo incontri, possa leggere il motto di propaganda o di contestazione politica che egli sostiene, senza sciupare i tesori artistici, che sono di TUTTI i Sanminiatesi, non solo quelli di sinistra o di quelli di destra o di centro, ma anche di quelli che credono nel valore delle opere d'arte sacra e/o profana come bene di tutta la comunità.
L'Italia, (almeno per ora!!!) è un paese libero di espressione, per cui:
diamo a CESARE ciò che è di CESARE e a DIO ciò che è di DIO 
e smettiamo di sciupare quello che abbiamo, per inutili e dannose forme di protesta.

Concludo, dicendo che NON SONO UNA MORALISTA, sono una SANMINIATESE che come molte altre AMA IL NOSTRO PAESE; e in qualche maniera sostiene e promuove la CULTURA, la STORIA e l'ARTE di SAN MINIATO perchè sia un BENE DI E PER TUTTI, a tal fine, cito x esempio: 
SMARTARC e suoi satelliti paralleli, DON LUCIANO e tutti i suoi collaboratori, ANNA BRASCHI e coloro che ogni settimana si occupano volontariamente di PULIRE I VICOLI CARBONARI, ecc. ecc. ecc.  per cui INVITO a SOSTENERE COLLABORATIVAMENTE questa NOSTRA BELLA CITTA' e saluto con una frase francescana: Pace e Gioia a tutti. 
Rita Costagli.